What’s on your mind? A cosa stai pensando?

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What’s on your mind? A cosa stai pensando?

Il video di Shaun Higton “What’s on your mind?” ci fa riflettere sull’uso di Facebook. Il regista si domanda: “Facebook può diventare deprimente perché le vite degli altri sembrano sempre migliori della nostra. Ma è davvero così?”.

Tanti gli studi, le pubblicazioni, i risultati che in questi anni ci spiegano come i “Social” stiano cambiando la nostra vita. Mi riferisco soprattutto a Facebook che con i suoi 1,3 miliardi di utenti diventa la seconda nazione al mondo dopo la Cina. 829 milioni di persone lo utilizzano ogni giorno trascorrendovi almeno 40 minuti e inviando 12 miliardi di messaggi, 30 milioni sono le aziende in possesso di una Fan Page, 1 miliardo sono le ricerche effettuate tramite Facebook ogni giorno. Questi dati, in continuo e costante aumento, si riferiscono al trimestre scorso.

Inevitabile l’impatto, ma quali i pregi e quali gli oneri di un fenomeno così dilagante? Foto, video e post che si susseguono sulla timeline ci rendono felici o depressi?.

Alcuni studi hanno rilevato come le informazioni che scorrono, soprattutto in quanto accompagnate da immagini, video e commenti personali, possano indurre uno stato di rilassamento ed una esperienza di piacere e soddisfazione.

All’interno di Facebook le persone si sentono presenti, partecipi alla vita degli altri e hanno la sensazione di non essere sole. La necessità di autopresentazione e il bisogno di appartenenza vengono con Facebook pienamente soddisfatte e questo confermerebbe il bisogno di connettersi.

Tante le ricerche che si sono occupate della relazione tra Facebook e autostima, alcune hanno dimostrato come la possibilità di personalizzare il proprio profilo possa incidere positivamente sull’immagine di sé. Le persone più timide e con bassa autostima hanno una maggior considerazione di Facebook come strumento per relazionarsi con gli altri, tendono a trascorrere più tempo all’interno del social e a non stabilire contatti al di fuori della vita online, sentendosi all’interno di Facebook in un “luogo sicuro”.

Un’altra variabile, presa in esame dalle ricerche, è il tempo trascorso on line. Guardare costantemente cosa fanno gli “amici” su Facebook può rendere tristi. L’osservazione ripetuta e ripetitiva aumenta il senso di frustrazione e inadeguatezza, di depressione e dipendenza. Sono le persone più timide a passare più tempo sul social esponendosi ad un maggiore rischio di sviluppare una dipendenza. Il tempo trascorso su Facebook inoltre è direttamente correlato con l’incremento dell’esperienza di gelosia tra partners nelle relazioni sentimentali. Si parla di “ossessione da Facebook” quando non posso fare a meno di collegarmi, postare e condividere e quando questo altera i ritmi sonno-veglia.

Quando il “mondo virtuale” invade il “mondo reale”?
Quanto un “reale” poco soddisfacente e deprimente può divenire un “virtuale” piacevole e spensierato?
Come un “luogo sicuro e protettivo” diventa “vuoto di solitudine e noia”?.

I nostri studi insieme a Scott Thomson , il protagonista del video, provano a rispondere alle nostre domande, ma nel frattempo i numeri di Facebook sono destinati a crescere, il social più ricco del mondo continua a suscitare un grande fascino e il video di Higton ha già raccolto più di 4 milioni di visualizzazioni. Buona visione

Fonti e approfondimenti:
L. Anolli, (2002), Psicologia della comunicazione, Mulino.
G. Nardone, F. Cagnoni (2002), Perversioni in rete, le psicopatologia da Internet e il loro trattamento, Ponte alle Grazie, Milano.
Junghyun Kim, Jong-Eun Roselyn Lee, (2011). The Facebook Paths to Happiness: Effects of the Number of Facebook Friends and Self-Presentation on Subjective Well-Being. CyberPsychology, Behavior & Social Networking.
Kalpidou M., Costin D., Morris J., (2011). The Relationship Between Facebook and the Well-Being of Undergraduate College Students. CyberPsychology, Behavior & Social Networking.
Moreno, M. A. et al, (2011). Feeling bad on Facebook: depression disclosures by college students on a social networking site. Depression & Anxiety (1091-4269).
Muise A., Christofides E., Desmarais S., (2009). More Information than You Ever Wanted: Does Facebook Bring Out the Green-Eyed Monster of Jealousy?. CyberPsychology & Behavior.
Orr E. et al., (2009). The Influence of Shyness on the Use of Facebook in an Undergraduate Sample. CyberPsychology & Behavior.
http://drfrancescolaurito.blogspot.it/…/facebook-autostima-…
http://www.panorama.it/…/so…/facebook-numeri-impressionanti/
http://www.valentinascoppio.it/…/arc…/facebook-e-psicologia/

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