L’Ortoressia

Psicologia e Psicoterapia 2

Articolo: http://www.centroditerapiastrategica.org/dt-rassegna.php?iID=84

L’ortoressia (da orthos, “giusto” o “corretto” e orexis, “appetito”) è un disturbo fobico-ossessivo, caratterizzato da un’attenzione maniacale per il cibo. L’ossessione porta a rispettare regole e restrizioni alimentari molto rigide, considerate dannose da un punto di vista organico e psicologico.

E’ il caso di chi è ossessionato dall’idea che i cibi siano contaminati da sostanze tossiche, questo porta gli ortoressici ad eliminare dalla loro alimentazione svariati cibi e nutrienti, a passare molto tempo nella ricerca del cibo perfetto e a consumare i loro pasti in solitudine, con la paura di consumare cibo non sano e non preparato adeguatamente da altri.

Questo comportamento porta inevitabilmente a forme di malnutrizione da un punto di vista fisico, nonché di eccessiva rigidità e isolamento da un punto di vista psicologico. Il “bombardamento” oggi di diete non solo inutili ma dannose di certo non aiuta ma seguire un corretto stile alimentare non significa essere ossessionati dal cibo o suddividere gli alimenti in buoni e cattivi; una corretta dieta deve essere bilanciata in tutti i suoi nutrienti.

Ricordiamoci che “nessuno può vivere senza piacere”, questo lo scriveva O. Wilde, e che, come ci spiega Giorgio Nardone, “la restrizione è la prima causa di qualsiasi disturbo alimentare e, alla stregua di un virus, finisce per prendere il sopravvento”.

L’ortoressia è un disturbo tipico di una società opulenta, se la dieta diventa molto restrittiva può sfociare in anoressia, alcune caratteristiche accomunano infatti i due distrurbi: una personalità di tipo ossessivo, la rigidità, il controllo e l’isolamento, ma l’ortoressia, a differenza dell’anoressia, non è scatenata dall’idea fissa per i chili di troppo ma dal desiderio ossessivo ed estenuante di alimentarsi con cibo sano.

L’intervento di uno psicoterapeuta, che si occupa di disordini alimentari, e di un nutrizionista aiuta ad uscire dal problema e a ristabilire un corretto rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

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