Il Processo della Visione

Il “processo della visione” ha inizio nell’occhio in grado di “rispecchiare” immagini captate dal mondo che ci circonda. In questi termini tale processo ci appare estremamente semplice ma in realtà, a questa prima esperienza sensoriale susseguono eventi in grado di coinvolgere gran parte del nostro cervello, a cominciare dall’energia luminosa proveniente dagli oggetti in grado di stimolare le cellule della retina sensibili alla luce. Tali fotorecettori produrranno un segnale elettrico che darà l’avvio all’attività che si sussegue lungo le vie neurali dall’occhio al cervello, dando luogo ad una cascata di eventi che termina nella corteccia cerebrale, generando l’immagine visiva.
La corteccia, contiene molte aree visive, ognuna delle quali presenta una mappa topografica del campo visivo, ma ciascuna elabora uno o più aspetti differenti delle informazioni visive, come forma, colore o movimento.
Il sistema visivo possiede molteplici stazioni di elaborazione e vie di connessione e i neuroni presenti in ognuna di esse hanno proprietà e funzioni diversificate.
Ma “vedere” significa anche trasformare il “mondo fisico” esterno in un “mondo percettivo” interno, dove la nostra conoscenza, l’ esperienza, la cultura e l’emozione assumono ruoli predominanti.
Le immagini percepite tramite i nostri sensi non saranno solo oggetto di rievocazione e interpretazioni basate sulle informazioni già presenti nei nostri sistemi di memoria.
L’analisi dell’etimo ci riporta alla “profondità” dei funzionamenti implicati nella “psicologia del vedere”: in greco òida (perfetto del verbo eidéin: vedere) significa “io so”.
“Vedere” quindi non è solo “riconoscere”, rintracciare conoscenze gia presenti nel nostro cervello, ma è essenzialmente “conoscere”; organizzare un elevato sistema e un potente mezzo per arricchire il nostro pensiero.

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